The Shins
Wincing The NIght Away
Rate: 7.5
2007 e riecco gli Shins.
Con la pressione del terzo album addosso e più di tre anni di attesa sfornano Wincing The Night Away, un album che decidiamo di recensire per primo, un po' per le sue alchimie pop dosate alla perfezione, mai eccessive, ma soprattutto per quello che rappresenta: la rinascita definitiva della Sub Pop. Dopo gli anni d'oro dei Nirvana e un fine anni 90 di piena crisi si rilancia definitivamente come etichetta culto, non solo per il suo passato ma anche per un presente fatto di Postal Service, Thermals e Iron Wine..
Ma i fuoriclasse sono loro: gli Shins. WTNA apre con Sleeping Lessons, lento crescendo da brividi e si parte, neanche il tempo di rilassarsi che Australia fa venire voglia di scendere in strada a cantare. L'elemento davvero inebriante del disco è la scelta della track-list, lascia letteralmente senza fiato, un continuo alternarsi di ballate e... altri tipi di ballate. Dopo appena 58 secondi di Pam Berry ecco Phantom Limb, uno di quei pezzi che ti ricordi per anni e anni..
James Mercer e soci scelgono una produzione meno chitarristica del previsto, forse non ce ne siamo ancora accorti ma siamo loro molto grati; gli acceni di elettronica in Sea Legs sono boccate d'aria, il tutto senza eccedere e senza mai perdere quella sensazione di genuinità da torta fatta in casa a cui solo loro ci hanno abituato.
Non ci ha deluso.
Guido
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